Sicilia: terra di frutti tropicali

Sicilia Avocado Roberta D'Ancona

Tempo di lettura stimato: 10 minuti

Sicilia Avocado

Scilia Avocado

Se vi dicessi che la Sicilia non è soltanto terra di aranci e di limoni ma vanta un assoluto posto di riguardo nella produzione di frutti sub tropicali cosa mi direste?

Ebbene si, grazie alle condizioni climatiche e ai terreni che in alcune aree della Sicilia risultano particolarmente vocati, sull’Isola frutti come l’avocado, il mango, la papaja, il passion fruit crescono sviluppando caratteristiche uniche a livello di sapore e di caratteristiche organolettiche.

Lo sa bene Andrea Passanisi, un giovane imprenditore agricolo di quasi 38 anni che su questo settore ha investito tutto il suo tempo e le sue energie creando un brand che oggi rappresenta un esempio virtuoso per tante realtà siciliane: Sicilia Avocado

Quella di Andrea è una storia davvero singolare. Lui non è figlio di agricoltori ma sin da giovane ha sentito in sè una forte vocazione agricola. La folgorazione arriva all’età di 18 anni quando torna da un viaggio in Brasile con in testa un’idea ben precisa. Durante il suo viaggio, infatti, aveva avuto modo di assaggiare diversi frutti subtropicali e ne era rimasto talmente affascinato che tornato in Sicilia chiese al padre di destinare i terreni di famiglia, ereditati dal nonno agricoltore, alle prime sperimentazioni subtropicali.

Un lavoro una passione

Inizialmente il padre di Andrea aveva pensato di destinare i terreni all’allevamento di struzzi o lumache, ma la caparbietà del figlio lo dissuase dall’idea e così partirono le prime sperimentazioni nei primi anni del 2000. Mentre le piante crescevano Andrea, che nel frattempo si era diplomato, partì per Roma per frequentare la Facoltà di Giurisprudenza, ma già durante gli ultimi due anni sentiva crescere dentro di sé non soltanto la voglia di tornare in Sicilia ma di dedicarsi anima e corpo all’agricoltura. 

<<Quando dopo la laurea tornai a Catania all’età di 24 anni- racconta Andrea-  quegli impianti sperimentali che nel frattempo erano cresciuti iniziavano a produrre. Io mi ritrovai con un’azienda in fase di start up e da li iniziai a creare il mio percorso. Inizialmente vendevo i prodotti qua e là in Sicilia, ma non ero affatto soddisfatto perché mi rendevo conto che chi acquistava l’avocado o il mango che producevo non gli dava valore. Io intuivo già una prospettiva per la frutta tropicale a livello nazionale e da li iniziai ad avviare una massiccia comunicazione tramite i social e  con la piattaforma e-commerce,  che quest’anno compie dieci anni. Non solo, mi occupai personalmente anche dell’aspetto commerciale. Prendevo la macchina e andavo in giro per l’Italia dai possibili clienti. Inizialmente fu dura, perché non stavo presentando un limone o un’arancia che tutti conoscono, ma stavo promuovendo delle coltivazioni sub tropicali siciliane di cui tanti non conoscevano l’esistenza. Nel frattempo capì pure che le campagne di famiglia non erano più sufficienti per affrontare il mercato e allora andai a bussare alla porta di quei pionieri che negli anni Settanta avevano per primi scommesso sulla coltivazione di frutta tropicale siciliana. Fui molto risoluto e cercai di fargli capire che la mia era una vocazione sincera. Chiesi loro di darmi il prodotto e promisi che l’avrei valorizzato e li avrei supportati sotto ogni punto di vista. Decisero di darmi fiducia. Da qui è partito il progetto Sicilia avocado, che vede il coinvolgimento di 32 aziende agricole conferitrici, più alcuni piccoli agricoltori e, da qui, abbiamo iniziato a promuovere il nostro prodotto a livello prima nazionale e poi internazionale>>.

Le coltivazioni

Le coltivazioni di Sicilia Avocado si estendono tra le pendici dell’Etna e il mar Ionio su un terreno di origine vulcanica ricco di elementi naturali, permeabile e che insieme alla purezza dell’acqua estratta dal sottosuolo conferisce ad ogni frutto caratteristiche organolettiche assolutamente uniche.

<<L’avocado- spiega Andrea –  è una pianta sempreverde piuttosto robusta. Naturalmente non tutti i terreni sono adatti alla sua coltivazione ma bisogna che sussistano le giuste condizioni: il giusto terreno, assenza di vento, la giusta altitudine, umidità, salinità dell’acqua, il giusto clima. Queste sono caratteristiche che sommate fra di loro influiscono non solo sull’attecchimento della pianta ma anche sulla crescita e sulla produttività. Questo è il motivo per cui al di fuori del nostro territorio le aziende producono molto meno rispetto a noi. Molti pensano che le coltivazioni subtropicali siano oggi un vaso di pandora, ma chi sta estirpando gli alberi di limoni o arance per impiantare avocado rischia di andare in contro a un fallimento. Credo fermamente che in agricoltura bisogna seguire la vocazione territoriale e praticare un’agricoltura di qualità. Tra 10-12 anni ci sarà un grandissimo passo indietro, perché in tanti si renderanno conto che determinate produzioni fuori dal territorio vocato produrranno sempre di meno e al produrre sempre meno corrisponderanno comunque spese altissime di ordinaria e straordinaria manutenzione. Non essendoci soddisfazione né economica né morale non si potrà far altro che tornare indietro>>.

L’importanza della filiera

Da quando si è lanciato in questa avventura, Andrea ha sempre avuto ben chiaro il suo obiettivo. Lui non vuole assolutamente vendere un prodotto qualsiasi ma vuole che i clienti riconoscano dietro al suo prodotto il territorio, la qualità, il valore, gli sforzi che ogni giorno lui e i suoi collaboratori compiono, a partire dal lavoro nei campi. Crede fermamente nel concetto di filiera ed ecco perché ha trovato l’appoggio di tantissime aziende conferitrici.

Nelle piantagioni oggi vengono coltivate ben cinque varietà di avocado: Bacon (ottobre-novembre), Hass (novembre-maggio), Fuerte (Dicembre-Gennaio), Orotava (Febbraio-Marzo), Reed (Maggio-Giugno). Questo garantisce continuità nella produzione nel rispetto della natura e della cura per ogni piata. Per Andrea la filiera controllata e trasparente sono imprescindibili.

<<Durante il percorso- riprende Andrea-  abbiamo investito sui terreni e soprattutto sui terreni incolti, acquistandoli e piantando avocado, mango e passion fruit. Alle aziende abbiamo offerto tutta la nostra competenza, seguendoli nei loro progetti di sviluppo sotto tutti i punti di vista. Le piante di avocado e mango sono piante con un ciclo ultracentenario: per 30-40 anni producono sempre e nel nostro areale iniziano a produrre tra il secondo e il terzo anno ed entrano a regime dopo il quinto anno circa. Non ci si può permettere di sbagliare.  Molti si affidano a tecnici spagnoli o israeliani. Io non metto in dubbio la loro professionalità ma metto in dubbio la loro conoscenza di un territorio che è quello siciliano che è differente da quello israeliano e da quello spagnolo. L’umidità che abbiamo qui non c’è nei loro territori, la qualità dell’acqua così come le temperature sono diverse. Bisogna conoscere bene il territorio. Questo è fare agricoltura e supportare le aziende. Un’azienda deve investire dei soldi in un progetto, ma con la prospettiva che ci sia un ritorno e una produttività costante. Queste sono state le valutazioni che ho fatto a 24 anni. Nell’ambito del mio percorso mi sono dedicato molto anche al commerciale. Mi chiedevo cosa andasse bene e cosa male e mi resi conto che quello che andava male è che siamo troppo presuntuosi, cocciuti, che non tutti comprendono che l’agricoltura è un settore che si evolve e bisogna stare al passo. Il vaso di pandora non sono i frutti tropicali  in sé per sé bensì il comprendere per tempo che bisogna fare agricoltura di eccellenza.  Con orgoglio posso affermare di essere riuscito ad avviare un processo di comunicazione efficace con i clienti, facendogli capire che i nostri frutti hanno un valore e che alle spalle c’è una filiera. Noi cerchiamo di dare al prodotto un valore in più, perché è italiano, perché c’è impegno, perché siamo certificati, perché negli ultimi 14 anni abbiamo fatto veramente tanto. Abbiamo creato una centrale commerciale che fa da anello di congiunzione tra il panorama agricolo e quello commerciale, spinti dall’esigenza di doverci presentare a un mercato sempre più esigente, come i supermercati, il mercato nazionale e internazionale. Non basta raccogliere i frutti, ma questi vanno poi lavorati, calibrati, confezionati in modo da soddisfare le diverse esigenze di ogni tipo di cliente: dai grandi supermercati, al cliente privato, all’HO.RE.CA. Quindi ci siamo dovuti mettere al passo della domanda commerciale>>.

Andrea è un imprenditore agricolo moderno, attento, sostenitore dell’adozione delle innovazioni tecnologiche purchè tutto questo sia comunque supportato dalle persone. Il fattore umano per lui è imprescindbile.

<<Una volta – spiega Andrea- il frutto si lavorava a mano mentre adesso abbiamo calibratrici con sistema di taratura elettronica e confezionatrici automatiche. Se da un lato è importante rendere un’azienda tecnologicamente avanzata dall’altro non possiamo trascurare le risorse umane. Abbiamo assunto tantissima gente proprio perché accanto a certi automatismi vogliamo affiancare sempre una risorsa umana. Solo così possiamo creare ricchezza per tutti>>.

L’avocado: un superfood d’eccellenza

La passione che mette nel suo lavoro è indiscutibile così come pure la sua voglia di valorizzare al massimo ciò che produce.

Pensate che Sicilia Avocado ha collaborato anche alla creazione di un integratore alimentare a base di avocado.

<<L’avocado –spiega Andrea è sempre più presente nella dieta mediterranea come superfood. Da un’intuizione di Chiara Maffei riguardo le preziose proprietà di questo frutto è nato un integratore alimentare chiamato Deavocado, a base di avocado biologico 100%, realizzato con un processo di biofermentazione ottenuto con estrazione da polpa fresca del frutto avocado. Una lavorazione brevettata studiata e ottimizzata per garantire il raggiungimento dei più elevati standard qualitativi e il mantenimento del principio attivo contenuto naturalmente nel frutto. Questi integratori sono stati pensati per favorire la fertilità femminile. Siamo davvero felici di aver dato il nostro supporto a questo progetto nel quale abbiamo potuto coniugare scienza e agricoltura>>.

Il futuro di Sicilia Avocado

Andrea è pieno di energie e anche se alla soglia dei 38 anni dice di non avere più la freschezza di un tempo, in realtà è un vulcano di idee e di progetti per il futuro. Nei prossimi giorni, tanto per citarne uno, sarà attiva la nuova piattaforma Sicilia Avocado shop e Andrea promette che si saranno delle novità sorprendenti. Non mi svela ancora nulla, ma da come ne parla sono certa che stia preparando qualcosa di sorprendente.

<<Credo- conclude Andrea- che bisogna cambiare l’approccio, il modo di vendere. Quando vendo un avocado non vendo solo un prodotto della mia azienda ma di oltre 32 aziende agricole, vendo un territorio, l’impegno, il sacrificio di tutti i produttori. Più sei presente sul mercato e più responsabilità sai di avere. I primi anni di questa avventura sono stati ricchi di spensieratezza. Mi ricordo quando andavo nei campi col furgone a raccogliere la frutta. Avevo in me un misto di coscienza ed incoscienza. Oggi naturalmente vedo le cose da una prospettiva diversa. Ma posso dire di essere orgoglioso di aver portato avanti un progetto come questo partendo da zero>>

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